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Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura, nel 2003 ha scritto e diretto "Carnevale a Fano". L'opera - una giullarata in tre giornate rappresentata nelle vie e piazze di Fano, storica cittadina marchigiana - patria di uno dei Carnevali più antichi d'Italia - ha portato in scena duecento persone tra attori, acrobati e ballerini, musici e giocolieri (mancavano solo i nani). Non tutta gente di spettacolo, ma soprattutto, dilettanti, bambini e cittadini pronti a partecipare. Basti dire, per esempio, che la realizzazione della scenografia itinerante dello spettacolo è stata fatta da più di 500 bambini, alunni di tutte le scuole di Fano. Il testo di "Carnevale a Fano", tramite la rivisitazione che Fo ha fatto di favole, miti e passi del Vangelo, racconta la sopraffazione dei bambini nei secoli e il grande bisogno di autonomia e di creatività, tipico dei nostri tempi. Per Fo il Carnevale, grande e antica festa di piazza, può ancora rivestire il suo ruolo di "scaricaspavento". Come lo stesso Fo ha scritto nel suo "Manuale minimo dell'attore", edito da Einaudi, "...bisogna sapere su che disperazione, paura e rabbia rappresentare lo sberleffo". Il volume di Solidea Vitali Rosati propone il testo di quest'opera così particolare, arricchito da un "dietro le quinte" che fa scoprire quanto complessa e unica sia stata la macchina scenica che ha portato a realizzare l'evento. Dopo cinquant'anni di grande carriera, Dario Fo e Franca Rame, hanno realizzato quello che in gergo si definisce "la rottura della quarta parete", e cioè, coinvolgere il pubblico fino a farlo partecipare attivamente alla rappresentazione. Il libro, di 208 pagine, con centinaia di fotografie e una raccolta di aneddoti, pensieri e testimonianze su come Fo e la Rame lavorano per creare uno spettacolo, sarà nelle librerie dalla fine di gennaio 2004. A metà tra un libro di favole e un diario di bordo, "Carnevale a Fano di Dario Fo con interviste e fotografie di Solidea Vitali Rosati", racconta, ancora una volta, la potente magia del teatro popolare.
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